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Carta dei diritti di Internet: libero accesso alle nuove tecnologieCarta dei diritti di Internet: libero accesso alle nuove tecnologie

Nella sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio, il 28 luglio scorso, è stata presentata la versione finale della Dichiarazione dei diritti in Internet.

Scopo dell’ambizioso progetto voluto dal Presidente della Camera Laura Boldrini (www.lauraboldrini.it), è di un “Bill of Rights” italiano per la Rete, che affronti tematiche di diritto evolutesi insieme alla Rete, come il diritto all’oblio, la gestione dei dati, il diritto di accesso, la net neutrality, la sicurezza e l’anonimato.

La Carta dei diritti di Internet è il primo tentativo italiano di fornire una risposta a tali delicati argomenti.
A presentare il risultato del lavoro sono stati la stessa Boldrini e i membri della Commissione di studio, che hanno espresso la più completa soddisfazione.

L’idea nasce nel 2005. Fu un gruppo di Italiani riuniti nella Casa Italia di Tunisi ad avanzarne la proposta al mondo delle telecomunicazioni, ai governi e all’associazionismo in occasione del World Summit on Information Society, voluto dall’ONU allo scopo di realizzare i “Millenium goals”.

All’origine della volontà di stendere una carta dei diritti era la forte convinzione che non potevano esserci pace, democrazia e sviluppo senza la garanzia che tutti avessero accesso alle nuove tecnologie dell’informazione che stavano progressivamente convergendo in Internet.

Il contributo degli italiani fu tale che il segretario dell’ Onu instituì da quel momento un Internet Governance Forum.

Nel mondo, si contano ben 80 tentativi di farne approvare una versione nazionale, cercando di affrontare temi che vanno dallo stalking online, al cyberbullismo, alla protezione delle infrastrutture di rete, ai malware, allo spamming agli attacchi terroristici ecc.

Carta dei diritti di Internet: IL PRIMO TENTATIVO

Il contenuto della Carta nasce da una bozza iniziale predisposta, ad ottobre 2014, da una commissione di esperti presieduta dall’ex Garante per la privacy, professore Stefano Rodotà.
A Novembre 2014, sul lavoro della “Commissione per i diritti e i doveri in Internet” sono stati ascoltati tecnici e operatori della rete, seguita poi da una fase di consultazione pubblica, Presso la Camera dei Deputati sono quindi sfilati vari rappresentanti di categoria e della società.
Rispetto al testo originario ci sono stati vari cambiamenti, con il recepimento di alcune opinioni degli osservatori e dalle parti interessate, che hanno portato alla stesura definitiva presentata alla Camera del Deputati.

Carta dei diritti di Internet: AL CENTRO, LA PERSONA

Di massima importanza risultano i diritti fondamentali di ciascun individuo, riconosciuti e garantiti dal primo articolo della Carta.
La realizzazione di questi diritti passa però attraverso il diritto all’accesso ad Internet, riconosciuto dal secondo articolo che prevede pari opportunità per tutti, facendo scaturire obblighi sulle istituzioni, sia per quanto riguarda il digital divide, ovvero sotto il profilo dell’organizzazione strutturale delle risorse di banda (rete a banda larga), sia per quel che concerne la net neutrality, della quale si occupa il quarto articolo: “I dati trasmessi e ricevuti in Internet non subiscano discriminazioni, restrizioni o interferenze in relazione all’mittente, ricevente, tipo di contenuto dei dati, dispositivo utilizzato, applicazioni e, in generale, legittime scelte delle persone”.

Carta dei diritti di Internet: USO CONSAPEVOLE DEL WEB

Rispetto alla bozza, nel terzo articolo si pone l’accento sulla questione dell’educazione: “Le istituzioni pubbliche assicurano la creazione, l’uso è la diffusione della conoscenza rete intesa come bene accessibile e fruibile da parte di ogni soggetto”.
Per ottenere tali risultai, attraverso il sistema dell’istruzione e della formazione, le stesse sono tenute a promuovere l’educazione consapevole di Internet, in particolare rimuovendo ogni ostacolo e forma di ritardo culturale “che precluda o limiti l’utilizzo di Internet da parte delle persone”. Non si tratta pertanto dei soli aspetti tecnici, ma anche dell’educazione comportamentale, al rispetto degli altri, alla distinzione tra ciò che è bene e ciò che è male, al diritto d’autore ecc.

Carta dei diritti di Internet: UNA SPERANZA PER IL FUTURO

Anche se la Carta italiana non sarà vincolante, offrirà dei principi di alto livello cui ispirarsi, nella speranza che possa essere da guida per la legiferazione in terra di Internet e di nuove tecnologie.
Si tratta di uno sforzo importante, data l’impossibilità di avere leggi internazionali per la rete.
Da questo punto di vista, è sufficiente ricordare l’autarchia di alcune nazioni, come Cina e Iran, che in passato hanno più volte minacciato il distacco dalla rete globale, oppure alle minacce di Germania e Brasile di realizzare una rete dedicata per sfuggire al controllo tecnico degli USA, dopo le rivelazioni di Edward Snowden.
Il tentativo della commissione è pertanto di affermare alcuni principi cardini, ispirati alle dichiarazioni dei diritti dell’uomo, nella Speranza che possano offrire l’occasione di autoregolamentare il proprio comportamento come singoli, aziende e fornitori di servizi.

Carta dei diritti di Internet: IL PERCORSO PROSEGUE…

Come ha affermato l’onorevole Giovanni Paglia, membro della Commissione, «Dopo un anno di lavoro inclusivo e trasparente, abbiamo prodotto una Carta che riconosce valori fondamentali come diritto all’accesso e alla condivisione di conoscenze, provando a tutelare gli utenti dallo strapotere delle corporazioni.
Adesso tocca al Parlamento.
Una volta ufficializzata, il cammino della Carta dovrebbe proseguire alla Camera dei deputati, come mozione, con lo scopo di impegnare il Governo italiano a presentarla come la “propria posizione” sia in ambito nazionale che internazionale, magari sotto la spinta di un importante tifoso, sir Tim Berners-Lee, ovvero l’inventore del WWW (World Wide Web).

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